La storia bussa alle porte della Tec:”Il cuore sfonda ciò che la ragione limita”

Stop solo in caso di zona rossa, ma continueremo a crederci

Fiera, compatta, determinata. Come un fulmine a ciel sereno, ma solo per chi non la conosce affatto, la Tec ha vinto di nuovo.

Anzi, ha stravinto. Dopo luglio, ancora una volta, con un grido di battaglia che si è stagliato ancora più forte.

Ad Aprile, dall’uovo di Pasqua, spunterà fuori la sorpresa più bella: il ritorno allo sport.

Con fare sornione, ma efficacemente protocollato, si tornerà in campo in totale sicurezza. E lo si farà grazie a quella veste, dal sapor tricolore, che il Coni ha concesso ai nostri campionati.

“Priminente interesse nazionale” recita testualmente l’AICS che, riconoscendo la nostra fase regionale di qualificazione alle finali di Cervia a giugno, ci ha dato la forza e il coraggio di osare.

Nel rispetto delle leggi, delle regole, dei protocolli, delle procedure. In totale sicurezza e con meticolosità. Ma noi, da aprile, saremo di nuovo in campo alla faccia dei stantii e obsoleti detrattori di professione.

Quei detrattori che, a marzo 2020, avrebbero venduto pure loro stessi scommettendo sulla fine della Tec. Così giovane, così indifesa e già al bivio.

Peccato che i conti si facciano sempre con l’oste e stavolta, lor signori, si sono ubriacati nel loro stesso odio.

La Tec, baldante giovane e orgogliosamente di valore, ha prima ripreso e conclusi i campionati, quindi ha salutato tutti dall’alto: lei e solo lei, infatti, in tutte le Marche ha assegnato i titoli del 2020.

E se oggi la Tec riparte, dopo un iter burocratico non di poco conto, è perchè la forza di volontà non ha confini, quando il cuore sfonda ciò che la ragione limita.

Investiti di cotanto onere e onore, oggi e domani, saremo di nuovo in prima fila a difesa di un ideale.

Difenderemo a spada tratta il diritto di fare sport, in salute e sicurezza, impegnandoci laddove nessuno vuol farlo.

Ce ne assumeremo le responsabilità, come sempre accaduto negli anni, rispettando la volontà dei sì e rispettando quella dei no.

Se la storia, ancora una volta, ha bussato alle porte della Tec, un motivo dovrà pur esserci.

E noi saremo lì, coltello tra i denti, a lasciare che quelle porte si schiudano e aprano, ancora una volta, alle infinite vie del Dio dello sport: il calcio.

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